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mind@faces | Luca

Luca Casarin

mind@faces | Luca

Oggi vi presentiamo Luca Casarin, software developer e curioso per natura.

Ciao a tutti, sono Luca, ho 27 anni e da otto mi occupo di sviluppo software all’interno del team mind@ware. 

Mi definisco una persona curiosa, empatica e, soprattutto sul lavoro, un po’ pignolo. In fondo, credo siano tre sfumature della stessa cosa: la voglia di capire.

Mi piace osservare, ascoltare e andare un po’ più a fondo, soprattutto quando si tratta di capire come funzionano le cose. Non solo per quanto riguarda la tecnologia: da sempre mi incuriosisce il modo in cui pensano e si comportano le persone. Dalla maturità mi porto dietro infatti, la voglia di studiare psicologia, cosa che ancora oggi sorprende parecchio i miei colleghi.

La passione per la tecnologia è nata da bambino, giocando al computer con mia sorella. Da lì sono arrivato alla programmazione, prima nello sviluppo web e poi in quello Android, trasformando una curiosità in un lavoro. Quello che mi affascina di più è trovare soluzioni, non mi accontento che qualcosa funzioni, mi piace capire perché funziona e se può essere fatto meglio. Probabilmente è anche il motivo per cui, sul lavoro, sono così pignolo.

In questi otto anni in mind@ware ho avuto modo di crescere insieme alle persone con cui lavoro. Una delle cose che apprezzo maggiormente è la fiducia che mi viene data, soprattutto quando mi chiedono di portare avanti un progetto o di contribuire nel trovare una soluzione. È una responsabilità che mi dà soddisfazione e, soprattutto, motivazione.

Fuori dal lavoro mi piace tutto ciò che mi permette di scoprire qualcosa di nuovo. Mi alleno in palestra, che considero più una fonte di sfogo e disciplina che un vero e proprio hobby, e mi piace molto cucinare per la persona che amo e per le persone a cui tengo.

Quando mi hanno chiesto quale viaggio ricordo con più affetto, la prima risposta che mi è venuta in mente è stata Madeira. È stata un’esperienza fatta di prime volte: il primo tentativo di fare surf, il primo bagno nell’oceano e paesaggi difficili da dimenticare.

Se potessi scegliere un superpotere, sceglierei la possibilità di riavvolgere il tempo. Non tanto per cambiare il passato, quanto per vedere chi sarei diventato scegliendo strade diverse. Mi affascina l’idea delle versioni di noi che esistono soltanto nelle possibilità che non abbiamo scelto. Chissà se, alla fine, tutte quelle strade avrebbero comunque portato alla persona che sono oggi.

Per il prossimo anno ho un obiettivo concreto: andare a convivere. Tra dieci anni mi vedo con una famiglia, quindi direi che è un buon punto da cui cominciare.

Sulla mia scrivania non possono mancare la mia patata positiva, che avete già conosciuto, e un piccolo ventilatore portatile. Soffro parecchio il caldo e in ufficio sono ormai riconosciuto come il termosifone umano.

Ultimo dettaglio, probabilmente quello che mi farà sembrare definitivamente strano: l’ora del mio orologio è volutamente sbagliata.
Sì,so cosa state pensando. Il motivo? Diciamo che preferisco lasciare un piccolo mistero.

Luca 

 

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